È nato il csa Asilo Politico!

Siamo contentissimi di poter annunciare a tutti che ad Ancona è nato ufficialmente il centro sociale Asilo Politico! Giovedì 1 Settembre 2011, dopo sette mesi di trattative con l’amministrazione comunale siamo riusciti ad ottenere l’assegnazione in comodato d’uso gratuito di un vecchio asilo, abbandonato ormai da anni, nella zona sud di Ancona.

Tutto ebbe inizio il 28 gennaio del medesimo anno, nella giornata dello sciopero generale indetto dalla FIOM. Dopo il picchetto della notte precedente, trascorsa davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat (New Holland) di Jesi, e dopo la manifestazione al porto della mattinata seguente, decidemmo di liberare un vecchio edificio nel centro della città, a cui è seguito un incontro con il Comune per ottenere definitivamente una sede. 

Il primo stabile occupato, è stato da noi lasciato per problemi di sicurezza legati alle condizioni estremamente precarie del tetto e dei piloni portanti. Da allora abbiamo dato vita ad una campagna pubblica per “riabilitare” gli edifici inutilizzati, abbandonati e lasciati morire nella nostra città. Beni comuni che come tali dovrebbero essere riconsegnati alla collettività e tramite essa deciderne l’uso.
Nell’attesa di un luogo dove poter realizzare l’alternativa reale con cui opporci a questo sistema di sviluppo, che per sostenersi fagocita risorse e diritti, abbiamo prodotto una presentazione in PowerPoint di quello che significa per noi essere centro sociale.
Stanchi di attendere un luogo per noi idoneo a svolgere i nostri progetti ci siamo riuniti e insieme abbiamo deciso di prenderci quello di cui abbiamo bisogno. Per questo sabato 29 settembre abbiamo occupato un secondo edificio che in passato aveva già ospitato un centro sociale e che a causa di un incendio era stato messo sotto sequestro. Fortunatamente l’incendio non ha causato danni strutturali per cui ad oggi la struttura è agibile.
Lunedì 30 settembre ci ha ricevuto l’Assessore al Patrimonio a cui abbiamo manifestato l’intenzione di rimanere dentro al posto e che il tempo per noi era abbondantemente scaduto.
Giovedì 1 settembre in trenta abbiamo aspettato l’esito della Giunta che, al termine, si è espressa favorevole al riconoscimento del percorso fatto fino ad oggi e soprattutto ha confermato la necessità, per noi, di avere una sede operativa. Per il momento il luogo individuato è il vecchio asilo occupato nei giorni precedenti, in cui abbiamo già iniziato i lavori di ristrutturazione.

Sarà un caso che il giorno della nascita del nostro centro sociale preceda la giornata di sciopero generale del sei settembre?

Di seguito vi proponiamo un riassunto del lavoro prodotto:
CENTRO SOCIALE “ASILO POLITICO”
Progetto di gestione e delle attività

Il Collettivo Studentesco O.P.S. insieme all’Associazione Shimabara e la Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, richiedono la disponibilità da parte dell’amministrazione comunale di portare avanti un confronto sulla problematica degli spazi pubblici abbandonati. Tanti sono gli immobili pubblici che per molti anni vengono lasciati morire senza deciderne la destinazione d’uso, oppure laddove venga elaborato un progetto di riqualificazione, lo si accantona per mancata disponibilità finanziaria.
Oggi più che mai la crisi strutturale a cui stiamo assistendo vorrebbe imporre un modello di sviluppo che sempre più tende a distruggere il pubblico per incentivare l’iniziativa privata. È così per la scuola quanto per la sanità.
Anche per quanto concerne i nuovi rapporti di lavoro subordinato, esemplare è il caso di Mirafiori, vengono cancellati i diritti collettivi dei lavoratori per indebolirne la forza contrattuale, così da isolarli, ricattarli e diminuirne le tutele. Sono passaggi importanti da sottolineare perché noi studenti, precari, migranti, vogliamo costruire il nostro futuro verso una direzione opposta.
Vogliamo creare socialità, solidarietà e unione tra chiunque voglia riappropriarsi dei nostri beni comuni.
Laddove oggi la crisi taglia i fondi alla cultura, provocando la chiusura di teatri e cinema che hanno spesso avuto anche un’importanza storica, avvertiamo l’estremo bisogno di trovare spazi dove il produrre, esprimere e comunicare tale cultura, possa essere accessibile ed usufruibile per tutti.
Dove oggi la crisi impone leggi di mercato sempre più competitive senza che venga garantita la qualità dei beni e dei servizi, dove oggi lo sfruttamento fagocita i beni naturali e annienta la biodiversità fondamentali alla nostra sopravvivenza, noi proponiamo un modello di sviluppo che incentivi il contatto diretto con il produttore, che associ gli utenti nella ricerca dei prodotti e dei servizi migliori presenti sul territorio, agevolando prezzi d’acquisto sostenibili.
Vogliamo creare una rete solidale che sappia cooperare su diverse problematiche che vanno dalla casa al permesso di soggiorno ai differenti contratti di lavoro alle problematiche della formazione e dei saperi.
Per realizzare questo progetto comune, in cui si possono promuovere e salvaguardare i diritti di tutti e tutte senza nessuna distinzione di età, sesso ed estrazione culturale, è necessaria una sede.
La nostra istanza si fonda sulla volontà di riqualificazione e valorizzazione di spazi attualmente inutilizzati, abbandonati, lasciati al degrado e di restituirli alla città senza costi per la collettività.

Di seguito proponiamo un elenco delle possibili iniziative che vorremmo realizzare all’interno del futuro centro sociale:

SPORTELLO ANTI-CRISI
Proponiamo uno sportello rivolto a chiunque necessiti di una consulenza in materia di migrazione, casa, reddito e famiglia.
Vorremmo organizzare uno sportello che sia socialmente interattivo, dove la persona che usufruisce del servizio ne diventa anche promotrice. Per realizzare ciò è necessario creare una rete di utenti che si uniscano per risolvere problematiche comuni quali lo sfratto, il licenziamento, la regolarizzazione di un cittadino straniero, la conoscenza dei servizi presenti sul territorio.
Vorremmo insomma offrire un servizio sinergico che metta in relazione più competenze oltre che creare una rete di cooperazione sociale.

AULA STUDIO
Uno spazio vorremmo allestirlo per chiunque voglia studiare autonomamente e/o incontrarsi con gruppi di studio che possano avere a disposizione un punto internet libero e gratuito.
Un ulteriore servizio, poi, sarà quello di mettere a disposizione lo spazio a insegnanti che seguano il percorso formativo dei ragazzi. Sempre di più le famiglie non possono sostenere le spese per le ripetizioni private necessarie per il miglioramento delle prestazioni scolastiche dei ragazzi. Inoltre esiste la volontà di molti insegnanti in pensione di dedicare, in maniera gratuita, il proprio tempo alla condivisione dei saperi che non si esaurito con la fine dei rapporti lavorativi.

ATELIER D’ARTE
Vorremmo dedicare uno spazio alla promozione artistica che, attraverso laboratori di pittura, di fumetto e di arte urbana (graffiti), stimoli la libera e creativa espressione.
Potrebbero essere organizzati dei corsi, anche in collaborazione con l’Accademia di Urbino, che coinvolgano ragazzi in situazione di handicap e giovani a rischio di devianza.
Periodicamente, da ultimo, potrebbero essere allestite mostre a testimonianza del lavoro svolto.

SPETTACOLO
La cultura è un bene a cui non tutti al giorno d’oggi hanno libero accesso. Per ovviare a questo vorremmo dedicare uno spazio alle attività di spettacolo, come teatro e cinema.
Si vorrebbe dare la possibilità di allestire spettacoli teatrali coinvolgendo quelle compagnie che non hanno la possibilità di esibirsi.
Saranno inoltre organizzati cineforum, dove la visione di un film sia stimolo per il nascere di una discussione in merito alle tematiche proposte.

SALA PROVE
Uno spazio verrà adibito alla promozione di gruppi locali emergenti. Spesso, infatti, oltre alla necessità di avere uno spazio dove incontrarsi per suonare, i gruppi musicali hanno anche bisogno di un luogo dove farsi conoscere e presentarsi al pubblico.

“BIOSTERIA”
Vorremmo offrire pasti popolari alle fasce più precarie della popolazione e coinvolgere anche donne migranti promuovendo corsi di cucina multi-etnica. Anche in questo ambito si vuole favorire una rete di cooperazione sociale che veda come protagonisti, negozi e grandi distributori alimentari che possono offrire cibi non venduti, così da diminuire i grandi sprechi a cui quotidianamente assistiamo.

INFO SHOP
Uno spazio vorremmo organizzarlo con libri, audio-visivi, materiale informativo.

SCUOLA D’ITALIANO
In seguito alla vergogna dell’’introduzione del permesso di soggiorno a punti, diventa fondamentale per il migrante la corretta acquisizione della lingua italiana, che gli consente di mantenere e rinnovare la proprio permanenza nel nostro paese.
Vorremmo, pertanto, organizzare un’aula interattiva che faciliti l’apprendimento della lingua italiana e programmare uscite didattiche per la città affinché i migranti possano conoscere le caratteristiche del nostro territorio ed i servizi presenti.

PALESTRA POPOLARE
Vorremmo dedicare uno spazio per promuovere le discipline sportive predisponendo un ambiente adatto allo svolgimento dei corsi e stimolando attraverso incontri e dibattiti, una cultura dello sport come diritto per tutti senza limiti fisici, di età, di appartenenza sessuale e di genere, fuori dalle categorie sociali imposte e senza limiti di provenienza culturale.

ORTO URBANO
Questo progetto fa parte del processo di conversione ecologica che molti oggi in Italia cercano di sperimentare.
Indipendentemente dalla possibilità di usufruire di un piccolo terreno annesso allo spazio sociale, ci piacerebbe stimolare una gestione collettiva di un orto urbano che venga messo a disposizione di chi ne necessita. I ricavati potrebbero essere reinvestiti in parte nel mantenimento del progetto stesso ed in parte distribuiti per scopi sociali
Ogni iniziativa sopra elencata verrebbe seguita da persone dedicate che sono state individuate o che si sono proposte in base a competenze, specificità e passioni personali.
Il cammino che abbiamo intrapreso non è solo nostro ma si affianca a quello di una moltitudine che oggi ha deciso di non subire passivamente gli effetti della crisi, ma di trovare attivamente delle vie comuni di fuga da essa.